Carboidrati e Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, la pasta è davvero il segreto dell’oro olimpico?

I carboidrati sono i protagonisti di queste Olimpiadi Milano Cortina 2026. Mentre per anni sono stati trattati come il nemico pubblico numero uno delle diete moderne, oggi pane, pasta e focaccia sono tra i protagonisti del Villaggio Olimpico di Milano Cortina.

Non si tratta solo di folklore gastronomico. Molti atleti stanno raccontando sui social di mangiare grandi quantità di carboidrati prima delle gare. L’esempio più eclatante è quello della pattinatrice olandese Jutta Leerdam, oro nei 1000 metri di pattinaggio di velocità su ghiaccio, che il mattino dopo la vittoria ha sintetizzato tutto con un sorriso: “Carbs for the win”.

In questo articolo non cercheremo una formula magica. Cercheremo di capire perché, negli sport ad alta intensità, i carboidrati non sono un capriccio italiano ma una strategia fisiologica precisa.

Dai “carboidrati fanno ingrassare” ai “carboidrati fanno vincere”?

Come utilizzare il pane raffermo in cucina

Negli ultimi anni i carboidrati sono stati demonizzati. Diete low carb, chetogeniche, eliminazioni drastiche: per molti il pane è diventato un errore, la pasta un peccato, la pizza uno sgarro. Poi arrivano le Olimpiadi e succede qualcosa di interessante. Atleti che si allenano ore ogni giorno, che misurano ogni dettaglio della propria preparazione, riempiono i vassoi di pasta, pizza, focaccia.

Non è una contraddizione. È una questione di contesto. Un atleta olimpico non mangia per dimagrire. Mangia per performare. E la performance, soprattutto negli sport esplosivi, ha un rapporto diretto con la disponibilità di energia immediata.

Il caso Jutta Leerdam, battuta social o realtà fisiologica?

In un reel su TikTok il mattino dopo aver vinto l’oro nei 1000 m pattinaggio di velocità su ghiaccio, Jutta Leerdam ha raccontato che nella precedente Olimpiade aveva mangiato molte insalate. A Milano Cortina 2026, invece, ha scelto “so much pasta, so much bread”. Nei giorni precedenti aveva anche mostrato sui social il food court del Villaggio Olimpico, tra chioschi di pasta, pane, pizza e focaccia, e si è ripresa mentre mangiava un piatto di pasta e una fetta di pizza con verdure.

Dopo l’oro nei 1000 metri, la frase: “Carbs for the win”. È una semplificazione, certo. Ma nel 1000 metri di pattinaggio di velocità lo sforzo è breve, intensissimo, quasi interamente anaerobico. In quel tipo di gara il corpo utilizza in modo massiccio il glicogeno muscolare, cioè la forma in cui immagazziniamo i carboidrati nei muscoli.

Se le scorte di glicogeno sono basse, la potenza cala. Se sono adeguate, l’atleta ha più margine per sostenere l’intensità. La pasta non assegna medaglie. Ma arrivare in pista con i serbatoi pieni è decisamente più sensato che farlo con il carburante in riserva.

@juttaleerdam

She has been eatin good

♬ origineel geluid – Jutta Leerdam

Cos’è il glicogeno e perché conta così tanto

Quando mangiamo carboidrati, il nostro corpo li trasforma in glucosio. Una parte viene utilizzata subito, la restante viene immagazzinata sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato. Il glicogeno è il carburante principale degli sforzi ad alta intensità. Negli sport invernali – dallo speed skating allo sci alpino – la capacità di mantenere potenza e coordinazione sotto fatica è determinante.

Ridurre drasticamente i carboidrati significa, nella maggior parte dei casi, ridurre anche le scorte di glicogeno. Per chi fa attività leggera può non fare differenza. Per chi si gioca un oro olimpico in pochi secondi, può farla eccome.

Perché tanti atleti stanno mangiando pasta, pizza e focaccia

Non è solo Leerdam. Nei video che circolano dal Villaggio Olimpico si vedono atleti di diverse discipline riempire i piatti di pasta, scegliere pizza, assaggiare focacce. La spiegazione non è culturale, è funzionale.

La pasta e il pane offrono:

  • un’elevata densità energetica
  • una buona digeribilità se ben preparati
  • una fonte concentrata di carboidrati complessi
  • una gestione relativamente semplice delle porzioni

In periodi di allenamenti intensi e gare ravvicinate, avere a disposizione alimenti che permettono di aumentare l’apporto energetico senza appesantire eccessivamente il sistema digestivo è un vantaggio pratico.

@thesnowbok Couldn’t help but start my canteen exploration in the Italian section. 🍕 🍝 #crosscountryskiing #xcskiing #athlete #milanocortina2026 #nordicskiing @Milano Cortina 2026 ♬ Get Lucky – Stay Groove Band

La pasta italiana funziona davvero meglio?

pasta

Qui serve equilibrio. Non esiste una pasta “magica”. Ma la pasta di grano duro, cotta al dente, ha caratteristiche interessanti: struttura compatta, rilascio energetico più graduale rispetto a prodotti molto raffinati o iperprocessati. In un contesto sportivo, stabilità energetica significa minore rischio di cali improvvisi. Non è marketing patriottico. È tecnologia alimentare applicata alla tradizione.

Il punto che spesso dimentichiamo: i carboidrati sono strumenti

I carboidrati non sono né santi né colpevoli. Sono strumenti. In un contesto sedentario e ipercalorico possono contribuire all’eccesso di peso. In un contesto di alta performance possono sostenere l’intensità e favorire il recupero. Il problema non è la pasta. Il problema è sempre il contesto.

Alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, il ritorno dei carboidrati sulle tavole degli atleti non è una moda improvvisata. È la dimostrazione che, quando l’obiettivo è la massima prestazione, la fisiologia conta più delle tendenze dietetiche.

E forse, dopo anni di demonizzazione, è il momento di rimettere pane e pasta al loro posto: non sul banco degli imputati, ma nel giusto equilibrio tra energia e consapevolezza.