Il Ministero della Salute ha segnalato un richiamo di calamari, a causa di un rischio chimico dovuto alla presenza nell’alimento di una quantità di metallo oltre i limiti previsti dalla legge. Vediamo quindi qual è il prodotto e il lotto interessato dal richiamo, quali sono i rischi e cosa fare.
Richiamo calamari: qual è il lotto interessato
Il richiamo pubblicato dal Ministero della Salute riguarda il lotto di produzione 4H26 dei Calamari Indopacifici puliti IF a marchio La Ciurma , in confezioni da 800 grammi, con termine minimo di conservazione: agosto 2026. Il prodotto è stato lavorato in uno stabilimento situato in India, identificato dal codice 854.
Motivo del richiamo: rischio chimico
Il motivo del richiamo è un rischio chimico: è stata rilevata una quantità di cadmio superiore ai limiti di legge.
Il cadmio è un metallo pesante tossico, che può accumularsi nell’organismo nel tempo e provocare danni ai reni, al fegato e al sistema nervoso. Un’esposizione prolungata può anche aumentare il rischio di malattie croniche.
Cosa devono fare i consumatori
Chiunque abbia acquistato il prodotto interessato è invitato a non consumarlo e a riportarlo al punto vendita. Anche se il pesce può sembrare normale all’aspetto, la presenza di cadmio non è rilevabile a occhio nudo, né alterata dal gusto o dall’odore.
Perché è importante questo richiamo
I richiami per contaminazione da metalli pesanti non sono rari nei prodotti ittici. Controlli come questi sono fondamentali per garantire la sicurezza alimentare, tutelando la salute pubblica e aumentando la trasparenza nella filiera ittica.
Il richiamo dei calamari “La Ciurma” è un esempio concreto di come i controlli alimentari aiutino a prevenire rischi per la salute. È sempre importante verificare l’origine del pesce acquistato e rimanere informati sui richiami alimentari pubblicati.



