TuttoFood Milano 2026, cosa cambia con il Forum della Cucina Italiana e la nuova edizione

TuttoFood Milano 2026 è stato presentato il 14 aprile 2026 al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, durante una conferenza stampa che ha anticipato contenuti e direzione della prossima edizione, come il nuovo Forum della Cucina Italiana. La fiera, in programma dall’11 al 14 maggio 2026 a Rho, si prepara a diventare ancora più centrale nel panorama internazionale del food. Non solo per i numeri, che crescono in modo evidente, ma soprattutto per il tipo di messaggio che porta avanti: il cibo non è più solo un prodotto da esporre, ma un tema su cui si costruiscono strategie, relazioni e visioni di futuro. TuttoFood si conferma quindi un luogo di confronto su come sta cambiando il sistema alimentare.

Una fiera sempre più internazionale

Conferenza stampa di TuttoFood Milano 2026

I dati raccontati durante la presentazione aiutano a capire la dimensione dell’evento. TuttoFood Milano 2026 porterà a Rho Fiera circa 5.000 espositori, oltre 100.000 visitatori professionali e operatori da 80 Paesi, con una crescita significativa rispetto all’edizione precedente, sia in termini di superficie espositiva che di buyer coinvolti .

Ma al di là dei numeri, il punto più interessante è un altro: la fiera non si limita più a rappresentare il Made in Italy, ma si propone come piattaforma internazionale in cui si incontrano filiere diverse, mercati lontani e modelli di consumo in evoluzione.

Durante la conferenza, Antonio Cellie (CEO Fiere di Parma) ha sintetizzato bene questo passaggio, spiegando che oggi il settore alimentare si trova davanti a sfide profonde e che è necessario affrontarle con un approccio più consapevole. Il cibo, ha sottolineato, non può più essere considerato solo una merce, ma un elemento che riguarda cultura, economia e società .

Il Forum della Cucina Italiana, il vero centro dell’edizione

Forum internaziona della Cucina Italiana presentato alla conferenza stampa di TuttoFood 2026

La novità più significativa dell’edizione 2026 è il Forum Internazionale della Cucina Italiana, che si terrà nel primo giorno di fiera. Non si tratta di un semplice evento collaterale. L’idea è quella di creare uno spazio di confronto strutturato, in cui partire dall’analisi del presente per arrivare a immaginare il futuro e, soprattutto, definire azioni concrete.

In questo contesto, la cucina italiana assume un ruolo particolare. Non viene raccontata solo come patrimonio gastronomico, ma come modello culturale capace di parlare anche all’estero.

Durante il suo intervento, Maddalena Fossati ha spiegato chiaramente questo passaggio:

“Questo è un riconoscimento che vale per tutti noi. Ora però bisogna agire… il Forum è il passo seguente.”

Un messaggio che sintetizza bene lo spirito dell’iniziativa: passare dalla celebrazione della cucina italiana come Patrimonio dell’Unesco alla costruzione di una strategia condivisa per il futuro del settore.

Accanto a questo, nel videomessaggio trasmesso durante la conferenza, il Ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore della cucina italiana come strumento di rappresentazione del Paese nel mondo, ricordando come il cibo racconti identità, territorio e cultura e possa diventare un elemento centrale anche nel dialogo internazionale.

Videomessaggio del Ministro Francesco Lollobrigida per TuttoFood 2026

Il Food Manifesto, una visione sul futuro del cibo

Accanto al Forum, uno dei temi più discussi è stato il Food Manifesto, presentato come una Carta dei valori per il futuro del sistema alimentare.

Il documento del Food Manifesto parte da una constatazione semplice: il modello attuale mostra sempre più limiti. Nonostante l’abbondanza di prodotti, aumentano le difficoltà legate alla sostenibilità, alla salute e alla gestione delle filiere. È quella che viene definita una “abbondanza fragile”, in cui la quantità non coincide necessariamente con il benessere .

La proposta del Manifesto è quella di cambiare prospettiva. Il cibo non viene più visto solo come prodotto economico, ma come elemento che tiene insieme ambiente, società e cultura. Da qui nasce l’idea di passare da un semplice “food system” a un sistema più ampio, in cui il cibo diventa parte della qualità della vita.

Tra i concetti più ricorrenti ci sono la rigenerazione — intesa come capacità di migliorare l’impatto sull’ambiente — la fiducia, legata alla trasparenza delle filiere, e la salute, vista come risultato diretto delle scelte alimentari.

Innovazione e nuovi trend: cosa si troverà in fiera

Se il Manifesto rappresenta la visione, la fiera è il luogo in cui questa visione prende forma concreta.

TuttoFood 2026 darà ampio spazio all’innovazione, a partire dalle aree dedicate alle startup, sia italiane che internazionali, pensate per favorire il confronto diretto con aziende e investitori. A queste si affianca una delle novità più interessanti: un’area digitale che simula uno spazio di vendita e utilizza tecnologie di eye tracking e face monitoring per analizzare le reazioni dei consumatori di fronte ai prodotti, in particolare rispetto ai temi ESG (Environmental, Social e Governance) .

Accanto alla tecnologia, emergono chiaramente anche i trend di consumo. Cresce l’attenzione verso prodotti legati a intolleranze e “free from” per assecondare i bisogni di chi ad esempio deve pensare a una spesa senza lattosio o ad altre problematiche, così come il ruolo del retail e del fuori casa, sempre più centrali nel determinare le scelte dei consumatori. La fiera prova a tenere insieme questi due livelli: innovazione tecnologica e trasformazione delle abitudini alimentari.

Come orientarsi tra padiglioni e aree tematiche di TuttoFood 2026

Mappa dei padiglioni di TuttoFood Milano 2026

Per chi vuole visitare TuttoFood 2026 , uno degli aspetti più utili è capire come muoversi all’interno della fiera, che si sviluppa su più padiglioni organizzati per categorie.

L’ingresso principale porta subito nell’area dedicata ai latticini, mentre altri padiglioni ospitano carne, prodotti surgelati, grocery e bakery. Accanto a questa organizzazione per filiere, sono state introdotte diverse aree speciali che raccontano l’evoluzione del settore.

Tra queste, una sezione interamente dedicata al biologico realizzata in collaborazione con la fiera francese Natexpo, una nuova area sull’ortofrutta che approfondisce il tema del fresco e del trasformato, e uno spazio dedicato alla mixology che mette al centro il mondo delle bevande e le nuove modalità di consumo.

Un elemento interessante è anche la presenza di percorsi tematici pensati per facilitare la visita, come quelli dedicati ai mercati internazionali o al food service. Si tratta di veri e propri itinerari che aiutano buyer e operatori a individuare le realtà più rilevanti all’interno della fiera .

Gli appuntamenti da seguire

Il programma di TuttoFood 2026 è molto ampio, con oltre 200 convegni e diversi premi internazionali, ma alcuni appuntamenti emergono come particolarmente rilevanti .

Oltre al Forum della Cucina Italiana, uno degli eventi più attesi è l’arrivo in Italia del Great Taste, riconoscimento internazionale che ha un impatto concreto sulle vendite e sulla visibilità dei prodotti. Accanto a questo, il Better Future Award sarà dedicato all’innovazione, con categorie che spaziano dalla sostenibilità al mondo horeca.

Non mancheranno poi momenti di confronto sui mercati globali, con incontri dedicati agli Stati Uniti, al Sud America e all’area Mercosur, oltre a eventi focalizzati sul retail europeo e sull’evoluzione della distribuzione. Un programma pensato non solo per raccontare il settore, ma per offrire strumenti concreti a chi ci lavora.