TUTTOFOOD 2026 tra sostenibilità, tradizione e nuovi consumi: il cibo del futuro passa da Milano

TUTTOFOOD 2026 ha aperto ufficialmente le porte a Rho Fiera Milano, trasformando ancora una volta il quartiere fieristico in una grande fotografia dello stato attuale dell’industria alimentare. Non soltanto una vetrina commerciale, ma un luogo dove si intrecciano geopolitica, sostenibilità, innovazione e nuovi modelli di consumo.

I numeri raccontano bene la crescita della manifestazione: 5.000 brand presenti, oltre 100.000 visitatori attesi, 4.000 top buyer internazionali e più di 1.200 giornalisti accreditati. Un’edizione che conferma la dimensione sempre più internazionale dell’evento e il ruolo strategico dell’agroalimentare italiano in uno scenario globale segnato da tensioni economiche, crisi energetiche e trasformazioni profonde nelle abitudini alimentari.

Durante l’inaugurazione, il tema del cibo come leva economica e culturale è stato centrale negli interventi istituzionali. Dal Ministro Francesco Lollobrigida ai rappresentanti di FoodDrinkEurope, il messaggio emerso è chiaro: oggi il food non è più soltanto produzione, ma resilienza, sicurezza alimentare, export e identità territoriale.

Qui vi raccontiamo come abbiamo vissuto la giornata inaugurale dell’11 maggio 2026 e, girando tra i padiglioni di TUTTOFOOD 2026, la sensazione è stata molto precisa: il settore sta cercando un nuovo equilibrio tra salute, piacere, sostenibilità e accessibilità, senza rinunciare all’esperienza gastronomica.

Dal latte di bufala alle creme salate, le novità di Latteria San Salvatore

Novità Latteria San Salvatore Tuttofood 2026, dal cremoso salato, a Puro e allo yogurt senza lattosio
Novità Latteria San Salvatore Tuttofood 2026, dal cremoso salato, a Puro e allo yogurt senza lattosio

Tra gli stand che più hanno raccontato questa evoluzione c’era quello di Latteria San Salvatore, dove il latte di bufala esce sempre di più dai confini della tradizione.

Siamo arrivati inizialmente incuriositi dallo yogurt di bufala senza lattosio, ma la vera sorpresa è stata un’altra: il nuovo “Cremoso Salato”, una crema di latte di bufala pensata per essere spalmata o utilizzata in cucina, disponibile nei gusti classico, alle erbe o al pomodoro e basilico.

Erika Tucci di San Salvatore ci ha raccontato che il prodotto era già stato presentato in anteprima nel canale Ho.Re.Ca. in secchielli da mezzo chilo, mentre a TUTTOFOOD viene mostrato nella nuova versione monoporzione in terracotta che arriverà nella grande distribuzione verso la fine del 2026.

La sensazione è quella di un prodotto che punta molto anche sull’esperienza visiva e sul posizionamento premium, ma che allo stesso tempo prova a creare nuovi utilizzi per il latte di bufala fuori dal mondo della mozzarella.

Accanto al cremoso salato c’era anche “PURO”, crema dolce realizzata esclusivamente con latte di bufala: niente panna, niente addensanti, niente ingredienti superflui. Una scelta che intercetta perfettamente il trend clean label e la richiesta crescente di prodotti con liste ingredienti più corte e comprensibili.

Il plant-based smette di sembrare una rinuncia nello stand di Valsoia

Novità TuttoFood 2026 gelato al mango Valsoia
Novità TuttoFood 2026 gelato al mango Valsoia

Uno dei temi più evidenti nei padiglioni di TUTTOFOOD 2026 riguarda l’evoluzione del mondo plant-based. Se fino a pochi anni fa molti prodotti alternativi puntavano soprattutto sul concetto di “senza”, oggi l’obiettivo sembra essere diventato un altro: convincere anche chi normalmente sceglierebbe un prodotto tradizionale.

Da Valsoia abbiamo assaggiato il nuovo gelato vegetale mango-cocco zero zuccheri aggiunti, che sarà protagonista anche del tour estivo “Spiagge della Salute”. E la cosa più interessante, al primo assaggio, è stata proprio la consistenza: cremosa, piena, sorprendentemente vicina a quella di un gelato con latte.

L’azienda punta molto sulla leggerezza del prodotto e sulla dolcezza naturale della base riso-cocco, senza zuccheri aggiunti. Ma più ancora del messaggio nutrizionale, colpisce il lavoro fatto sulla texture e sull’esperienza sensoriale.

È un segnale importante: il plant-based del 2026 sembra voler smettere di parlare soltanto a chi cerca alternative, per rivolgersi a un pubblico molto più ampio.

Agrisicilia porta il caffè nel mondo delle creme spalmabili

Novità Tuttofood 2026 Agrisicilia, creme al caffè
Novità Tuttofood 2026 Agrisicilia, creme al caffè

Anche Agrisicilia guarda a nuovi momenti di consumo, e la nostra esperienza allo stand è partita tutta dal caffè. Tra le novità viste in fiera ci sono infatti le nuove creme spalmabili CoffeeDream e ChocoCoffee, due prodotti che trasformano il gusto intenso del caffè in una proposta pensata per colazioni, dessert e snack.

Per chi ama il caffè, l’effetto è quasi pericoloso: aromatiche, molto morbide e con un profilo decisamente più adulto rispetto alle classiche creme dolci. Anche qui emerge un tema ricorrente a TUTTOFOOD 2026: le aziende storiche cercano sempre più di allargare il proprio linguaggio, entrando in categorie nuove senza perdere il legame con la materia prima e con il territorio.

Da Molino Grassi, Cristiano Tomei e il pane che “rinasce” come ragù

Cristiano Tomei al Tuttofood 2026 con Molino Grassi, ravioli al grano verde e lasagne al ragù di pane
Cristiano Tomei al Tuttofood 2026 con Molino Grassi, ravioli al grano verde e lasagne al ragù di pane

Uno dei momenti più interessanti della giornata è stato l’incontro con Cristiano Tomei allo stand di Molino Grassi. Lo chef ha portato in fiera una cucina che parla di memoria, recupero e materia agricola, ma senza alcun approccio nostalgico. Tutto viene trasformato in esperienza sensoriale.

Il raviolo al grano verde è probabilmente il piatto che racconta meglio questa idea. Tomei ce lo ha descritto così:

“È come mangiare un campo di grano o una crosta di pane.”

E in effetti il risultato aveva davvero qualcosa di sorprendente: profumi tostati, note vegetali e una sensazione quasi “terrosa”, come se il grano fosse ancora vivo. Il ripieno nasce dalla Farina Miracolo di Molino Grassi, tostata in forno e lavorata insieme al grano verde estratto quando è ancora acerbo.

Ma ci ha colpito anche l’altro piatto che è stato presentato insieme ai ravioli, ovvero la lasagna con ragù di pane. Qui il pane prende completamente il posto della carne: viene fritto come un soffritto e poi lavorato seguendo la struttura classica del ragù. All’assaggio la sorpresa è totale. Morbida, vellutata, intensa e incredibilmente golosa, tanto da far dimenticare quasi completamente l’assenza della carne. Più che un esercizio creativo, sembra una riflessione molto concreta sul valore del recupero alimentare e sulla possibilità di dare nuova vita agli ingredienti più semplici.

Il pasticciotto salato di Martinucci racconta un nuovo modo di fare tradizione

Novità Tuttofood 2026, Martinucci presenta il pasticciotto salato
Novità Tuttofood 2026, Martinucci presenta il pasticciotto salato

Tra le proposte più curiose viste a TUTTOFOOD 2026 c’è anche il pasticciotto salato di Martinucci. Uno dei simboli della pasticceria salentina cambia completamente identità e si trasforma in prodotto da aperitivo, brunch e catering.

Le versioni presentate in fiera reinterpretano sapori molto legati al territorio:

  • rustico leccese
  • caponata
  • cime di rapa

L’idea nasce anche da una riflessione industriale interessante. In Salento esistevano già piccoli tentativi artigianali di pasticciotto salato, ma Martinucci ha deciso di utilizzare una linea produttiva inutilizzata per provare a trasformare quell’intuizione in un prodotto più strutturato.

Per ora la distribuzione sarà focalizzata sull’Ho.Re.Ca., mentre l’eventuale arrivo nella grande distribuzione dipenderà dalla risposta del mercato. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti emersi durante la prima giornata di TUTTOFOOD: l’innovazione food oggi nasce spesso dall’incontro tra tradizione territoriale, flessibilità produttiva e nuovi momenti di consumo.

TUTTOFOOD 2026 continua fino al 14 maggio 2026

Dopo questa prima giornata, la sensazione è che TUTTOFOOD 2026 stia raccontando un settore alimentare sempre più orientato a costruire prodotti capaci di unire benessere, gusto e sostenibilità senza trasformare la salute in una rinuncia.

Tra plant-based sempre più convincenti, recupero creativo degli ingredienti, nuove interpretazioni della tradizione e attenzione crescente alla qualità delle materie prime, il food del futuro sembra voler essere soprattutto questo: più accessibile, più trasversale e molto meno rigido nelle categorie con cui siamo stati abituati a leggere il cibo.

La manifestazione proseguirà fino al 14 maggio 2026 a Rho Fiera Milano con incontri, degustazioni, showcooking e oltre 250 convegni dedicati al futuro dell’agroalimentare internazionale.