Richiamo Coca-Cola in Belgio: cosa c’è da sapere e perché l’Italia non è coinvolta

Nella serata del 27 gennaio 2025 si è diffusa la notizia del richiamo di numerosi prodotti Coca-Cola in Belgio e Lussemburgo a causa di un livello elevato di clorato. La vicenda ha suscitato preoccupazioni tra i consumatori italiani, con molti che si sono chiesti se i prodotti distribuiti in Italia fossero interessati. Facciamo chiarezza con un fact-checking approfondito: il richiamo non riguarda i prodotti distribuiti in Italia, e vi spieghiamo perché. Ecco tutti i dettagli.

Il richiamo in Belgio

Il richiamo è stato emesso il 27 gennaio 2025 da Coca-Cola Europacific Partners Belux, l’imbottigliatore responsabile della produzione e distribuzione dei prodotti Coca-Cola in Belgio e Lussemburgo. L’avviso di richiamo, pubblicato in collaborazione con l’Agenzia Federale per la Sicurezza della Catena Alimentare (AFSCA) in Belgio e l’Amministrazione Lussemburghese Veterinaria e Alimentare (ALVA), riguarda esclusivamente lattine e bottiglie in vetro prodotte con codici di produzione compresi tra 328 GE e 338 GE.

Ecco l’elenco completo dei prodotti richiamati:

  • FUZE TEA: Black Tea Peach Hibiscus, Green Tea Mango Chamomile, Sparkling Black Tea Lemon (200ml vetro, 250ml e 330ml lattine).
  • FANTA: Orange, Zero Sugar Orange, Agrumes, Exotic, Lemon, Zero Sugar Pineapple Grapefruit (200ml vetro, 250ml e 330ml lattine).
  • MINUTE MAID: Multivitamins, Apple (200ml vetro, 150ml lattine).
  • COCA-COLA: Original Taste, Zero Sugar, Zero Sugar No Caffeine, Light, Cherry, Zero Sugar Cherry, Zero Sugar Vanilla (200ml vetro, 1l vetro, 150ml, 250ml e 330ml lattine).
  • NALU: Energy Green, Exotic, Botanical Yuzu Rosemary, Frost, Botanical Strawberry Rhubarb (250ml e 330ml lattine).
  • ROYAL BLISS: Tonic Water, Agrumes Ylang Ylang (250ml lattine).
  • SPRITE: Lemon-Lime, Zero Sugar (250ml e 330ml lattine).
  • TROPICO: L’Original (330ml lattine).

I consumatori in Belgio e Lussemburgo sono stati invitati a non consumare questi prodotti e a restituirli al punto vendita per un rimborso.

Perché l’Italia non è coinvolta

Per comprendere perché il richiamo belga non riguarda l’Italia, è importante sapere come opera il sistema Coca-Cola. La multinazionale gestisce la produzione e la distribuzione delle sue bevande a livello locale attraverso una rete di oltre 250 partner imbottigliatori nel mondo, ciascuno indipendente e responsabile per il proprio territorio.

In Italia, le attività di imbottigliamento e distribuzione sono gestite da tre società:

  1. Coca-Cola HBC Italia S.r.l., il principale imbottigliatore italiano, responsabile per gran parte del Paese.
  2. Sibeg S.r.l., che si occupa della produzione e distribuzione in Sicilia.
  3. Fonti del Vulture S.r.l., specializzata nell’imbottigliamento di acque minerali.

Gli imbottigliatori italiani operano autonomamente rispetto a Coca-Cola Europacific Partners Belux, seguendo standard di produzione, controllo e sicurezza propri. Pertanto, i prodotti distribuiti in Italia non sono interessati dal richiamo belga.

Tuttavia, per maggiore sicurezza, consigliamo ai consumatori di leggere attentamente l’etichetta delle lattine e delle bottiglie, verificando lo stabilimento di imbottigliamento indicato, soprattutto se acquistano prodotti di importazione in negozi specializzati o se sull’etichetta sono presenti scritte o indicazioni in lingue diverse dall’italiano.

Cosa sono i clorati e quali rischi comportano?

I clorati sono sottoprodotti derivanti dall’uso di disinfettanti a base di cloro, comunemente impiegati nel trattamento dell’acqua potabile. Sebbene tracce di clorati siano presenti in molti alimenti e bevande, livelli elevati possono rappresentare un rischio per la salute.

Il caso italiano: nessun motivo di allarme

Nonostante l’allarmismo che può essersi generato dalla circolazione della notizia in Italia, è importante ribadire che il richiamo belga:

  • Non riguarda i prodotti venduti in Italia.
  • Si limita a lattine e bottiglie in vetro prodotte da Coca-Cola Europacific Partners Belux per il mercato belga e lussemburghese.

I consumatori italiani che acquistano i prodotti dai supermercati della grande distribuzione possono continuare a consumare i prodotti Coca-Cola in tranquillità, in quanto le operazioni di imbottigliamento in Italia sono operate da aziende diverse rispetto a quella belga, con standard di qualità e sicurezza autonomi.

Tuttavia, può capitare che alcuni negozi, specializzati nella vendita di prodotti di importazione, distribuiscano lattine o bottiglie non provenienti dall’imbottigliatore italiano. In questi casi, consigliamo di leggere attentamente l’etichetta per verificare lo stabilimento di imbottigliamento e accertarsi che non rientri tra quelli interessati dal richiamo.

Questo episodio sottolinea l’importanza di verificare sempre le informazioni prima di generare preoccupazione tra i consumatori. Coca-Cola ha un sistema globale che opera localmente, e le notizie relative a richiami in altri Paesi non implicano automaticamente che i prodotti in Italia siano coinvolti.

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