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Fave

Proprietà e valori nutrizionali delle fave, legumi il cui periodo coincide con la primavera, ottimi in ricette della tradizione regionale e non solo.

Fave

Le favefresche e secche – sono legumi tipici del periodo primaverile ricchi di proprietà benefiche per il nostro organismo. Caratterizzati da valori nutrizionali dei quali approfittare, ad esse è legata una seria controindicazione. Ottime in ricette sane e gustose, scopriamo come cucinare le fave e quali sono le loro caratteristiche.

Fave, valori nutrizionali e proprietà

Le fave vantano numerose proprietà: sono ricche di fibre, di sali minerali (specie il ferro), di vitamine (in particolar modo la C, la A, la E e molte del gruppo B) e fonte di proteine di origine vegetale, il che le rende adatte all’alimentazione di vegetariani e vegani. Povere di grassi, quelle fresche sono caratterizzate da un basso contenuto di calorie (solo 88 su 100 grammi). Aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e sono fonte di acido folico, il cui fabbisogno cresce in gravidanza.

Le controindicazioni delle fave

Purtroppo una grave controindicazione contraddistingue le fave: si tratta del favismo, una patologia legata al deficit dell’enzima G6PD, normalmente contenuto nei globuli rossi. Chi ne soffre, può essere esposto a gravi conseguenze per la salute se assume fave fresche – o secche – o ne inala i vapori: tali ripercussioni possono manifestarsi tra le 12 e le 48 ore dall’assunzione. In Italia, il favismo è particolarmente diffuso in Sardegna. Inoltre, le fave, possono essere non indicate per chi è predisposto ai calcoli.

Come cucinare le fave fresche

Per cucinare le fave fresche, basta sgusciarle ed utilizzarle a piacere: si possono cuocere in padella o prima sbollentare per poi aggiungerle a zuppe, minestre e vellutate. Si possono ridurre in purea ed utilizzare come farcia per le bruschette o per i crostini, o cuocere insieme a pancetta, pisellicipolle e tanto altro per poi condire la pasta.

La ricetta delle fave fresche in umido è ideale per portare in tavola un secondo piatto o un ricco contorno. Tali legumi si prestano, ancora, a molte ricette romane – come le fave e pecorino, tipico antipasto primaverile laziale – vegan, semplici e light. Un cenno meritano le fave e cicoria, piatto povero della cucina pugliese realizzato con pochi e comuni ingredienti ma di grande gusto.

Come lessare le fave fresche

Per lessare le fave fresche, sgranatele perfettamente, quindi sciacquatele velocemente e unitele in una pentola con acqua in ebollizione. Fatele cuocere per circa 15-20 minuti, quindi scolatele, fatele intiepidire e privatele a piacere della pellicina, che verrà via facilmente semplicemente con l’aiuto delle dita.

Come cucinare le fave secche

Così come tutti i legumi secchi, anche le fave prima della cottura vanno messe in ammollo per circa 12 ore, cambiando l’acqua 2-3 volte.Trascorso tale tempo, vanno ben sciacquate, quindi lessate con il doppio del volume delle fave di acqua. Il tempo di cottura è di circa 25 minuti con il coperchio ed altri 20 senza, mescolando ogni tanto e prelevando l’eventuale schiuma formatasi con l’aiuto di una schiumarola. Una volta lesse, sono pronte per poter essere utilizzate in cucina in qualsiasi ricetta, anche quella delle fave secche alla pugliese.

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