Legge Obesità: con 155 voti favorevoli e nessun contrario, la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità”. Il testo, che ora passa al Senato, segna un momento storico: l’Italia potrebbe diventare uno dei primi Paesi al mondo a riconoscere formalmente l’obesità come una malattia attraverso una legge nazionale, così come reso noto dall’agenzia DIRE.
L’Italia approva alla Camera la legge obesità
Il promotore, l’onorevole Roberto Pella (FI), ha definito la giornata “storica”, sottolineando l’importanza del provvedimento non solo per il riconoscimento simbolico, ma anche per le implicazioni pratiche che comporta: l’obesità entra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), aprendo la strada alla copertura da parte del Servizio Sanitario Nazionale per visite, esami diagnostici, terapie farmacologiche e chirurgia bariatrica.
Secondo Pella, «l’obesità è una malattia cronica di interesse sociale» che colpisce in Italia circa 6 milioni di persone (Fonte ADNKronos). Tra i bambini, il 19% è in sovrappeso e il 9,8% è obeso. «Con questa legge – spiega – costruiamo una società più in salute e rendiamo finalmente le cure accessibili a tutti, superando lo stigma sociale».
Il disegno di legge, composto da soli sei articoli, prevede anche un programma nazionale di prevenzione, iniziative per la promozione degli stili di vita sani, attività di formazione per medici, pediatri e personale sanitario, e l’istituzione di un Osservatorio per lo studio dell’obesità presso il Ministero della Salute.
Tuttavia, restano alcuni nodi da sciogliere: la definizione precisa delle cure rimborsabili dipenderà dall’inserimento nei LEA e dallo stanziamento dei fondi necessari. Come sottolineato da Il Sole 24 Ore, sarà quindi fondamentale accompagnare la legge con risorse concrete e linee guida operative.
Un primato da chiarire
Nel contesto internazionale, l’obesità è già riconosciuta come malattia da molte organizzazioni e paesi, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’American Medical Association (AMA) negli Stati Uniti e il Canada. Tuttavia, l’Italia è uno dei primi Paesi a sancirlo formalmente con una legge nazionale, un passo che potrebbe segnare un precedente importante per altre nazioni europee.
Cos’è l’obesità e come viene classificata
L’obesità è una malattia cronica multifattoriale, legata a stili di vita, fattori genetici, psicologici e sociali. È già riconosciuta come tale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e da molte società scientifiche.
Obesità e livelli: come si misura?

Il parametro usato per valutare l’obesità è il BMI (Indice di Massa Corporea). La classificazione è:
- Sovrappeso: BMI tra 25 e 29,9
- Obesità di primo grado (lieve): BMI tra 30 e 34,9
- Obesità di secondo grado: BMI tra 35 e 39,9
- Obesità di terzo grado (grave): BMI ≥ 40
Ci sono inoltre due forme diverse di obesità da considerare, ovvero:
- Obesità ginoide: grasso localizzato su cosce e glutei, tipico delle donne. Ha un impatto estetico maggiore ma minori rischi metabolici.
- Obesità sarcopenica: si verifica soprattutto negli anziani e unisce eccesso di grasso a perdita di massa muscolare, con aumento del rischio di fragilità.
Obesità infantile: un’emergenza silenziosa
L’obesità infantile in Italia è tra le più alte d’Europa. Secondo i dati ISTAT citati nella proposta di legge, riguarda quasi un bambino su dieci tra gli 8 e 9 anni. Le cause sono complesse: alimentazione sbilanciata, sedentarietà, scarsa educazione alimentare.
Obesità in Italia: numeri in crescita
Il 60% degli italiani adulti è in sovrappeso o obeso, come evidenziato in questo studio dell’Istituto Superiore di Sanità. L’obesità è più diffusa nel Sud e nelle fasce sociali più svantaggiate. L’impatto sul Servizio Sanitario Nazionale è enorme: oltre 13 miliardi di euro l’anno tra costi diretti e indiretti.
Con questa legge, l’Italia si pone all’avanguardia nella lotta contro una delle principali minacce alla salute pubblica del nostro tempo. La sfida, ora, è trasformare le intenzioni in azioni concrete.



